Il consiglio di un buon libro è una gioia per chi lo da e per chi lo riceve.
Questo è lo spazio che moltiplica le occasioni di condividere esperienze, opinioni e anche qualche delusione. E magari per farsi aiutare nella scelta del libro giusto da regalare, per trovare libri fuori commercio o per costruire una bibliografia…. Non c’è limite alla passione di leggere e di condividere!
Inserisci qui sotto il tuo consiglio oppure leggi i consigli della nostra community.
Il totale dei commenti di questo blog è: 139
| 29. ----Pino | 16:28:03, 03-03-2008 |
| Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio, semplicemente un libricino delizioso, mi ha regalato dei momenti di vero piacere letterario | |
| 28. Anna Maria | 19:34:07, 03-02-2008 |
|
Il partigiano Johnny di Beppe Fenoglio. Bello, bello, bellissimo! Un libro che tutti i giovani dovrebbero leggere per conoscere una parte fondamentale della nostra storia recente. Un libro intenso, emozionante ed avvincente che ti prende dall'inizio alla fine, anche perchè sai che non è fantasia, ma che è tutto drammaticamente vero. Leggetelo, fatelo leggere, vi sentirete partecipi di quel grande movimento che è stata la Resistenza. Di Fenoglio leggete anche "L'imboscata" ed "Una questione privata". |
|
| 27. antonella | 14:17:41, 31-01-2008 |
| "Il gattopardo" di Tomasi di Lampedusa. Avevo visto il film anni fa e, come spesso accade, non ero invogliata a leggere il libro in quanto la conoscenza della trama toglie un po' di fascino ad un'opera da scoprire. Tuttavia è stata una rivelazione: i fatti, gli accadimenti, che costituiscono la storia, la vicenda, fanno solo da sfondo all'umorismo, lo stile, la raffinatezza, le considerazioni dell'autore, che ritengo valide ancora oggi per capire la Sicilia, la sua storia e i suoi abitanti | |
| 26. Marta Lucci | 14:42:05, 22-01-2008 |
|
Fuori dal grande circuito, capita di incontrare delle perle veramente rare. A me è successo con "l'ultima vittima", di Paolo Anzolin. Un libro molto particolare, tra il noir ed il thriller, con una storia avvincente dalla prima all'ultima pagina, che sostanzialmente cerca la risposta alla domanda: cosa faresti se ti rimanesse un solo giorno da vivere? alla domanda cerca di rispondere il più grande sicario vivente... ancora per un giorno. Imperdibile! edizioni Il Filo. |
|
| 25. ----Murko | 15:37:02, 22-12-2007 |
|
Vi consiglio un libro - "Lontano da Itaca", di Franco Mimmi - che ho trovato davvero eccellente. Inserisco la sintesi del libro e di seguito un mio commentino. ------------- Sono passati dieci anni da quando Ulisse tornò alla tanto sospirata Itaca, alla tanto desiderata Penelope, al tanto amato Telemaco. Ma qual è stata, dopo il ritorno, la vita dell'eroe la cui astuzia consentì la conquista di Troia? La soddisfazione dei suoi desideri gli ha portato la serenità familiare cui tanto anelava nel corso dei suoi vagabondaggi? O la pacifica esistenza dell'isola ha trasformato il guerriero e il navigatore in un "re neghittoso" che vive, scontento di sé e colmo di rimpianti, "alla vampa del suo focolare tranquillo"? Franco Mimmi riprende il mito del grande eroe greco, protagonista con la sua Odissea del primo romanzo dell'Occidente, per trasformarlo in una parabola dell'esistenza - e della relazione tra umano e divino - in cui si fondono i classici greci e il materiale ulissico di ogni tempo. ----------- L'autore parla, a proposito di questa sua opera, di un centone, vale a dire di qualcosa di simile a quelle antiche compilazioni medievali che usavano brani di autori, di solito classici, per narrare una vicenda moderna. In realtà Franco Mimmi è troppo modesto, il suo "Lontano da Itaca" si vale sì di brani dei grandi tragici greci per descrivere situazioni e stati d'animo, ma in realtà non di un centone si tratta ma di uno di quei mosaici ellenistici in cui semplici pietruzze e pezzi di marmo, appartenuti, chissà, a qualche splendida opera, venivano utilizzati per raffigurare,che so, Alessandro ed Efestione che cacciano il leone sulle montagne macedoni. Il suo Ulisse è, insieme, il personaggio immortale del canone occidentale e un uomo moderno. Un uomo di oggi che, però, ha dentro di sè tutto il dolore e l'esperienza del mondo. E che, soprattutto, non si rassegna,non si è mai rassegnato né al volere del Destino possente né a quello degli dei, qualsiasi cosa essi siano. Ne esce un racconto affascinante, una storia che si segue fino alla fine, con la voglia di concludere la lettura e con la speranza di andare avanti e avanti. Una prova d'autore di grande livello, un libro che non si dimentica. |
|
| 24. Maria Serafini | 18:02:38, 06-12-2007 |
|
FEHA GIBUSS E IL LIBRO DELLA PROFEZIA di Ewn Garaban Mursia 2007 - pag. 408 Feha Gìbuss è un ragazzo adolescente che vive in una periferia qualunque di una grande metropoli. Tormentato da incubi così spaventosi da sembrare reali, un giorno ha un grave incidente a scuola ma ne esce quasi indenne. La mattina seguente, rimasto a casa in riposo, va a giocare in soffitta col suo inseparabile amico, il bassotto Sagace; e lì, all'insaputa dei suoi genitori rinviene un libro misterioso, chiuso con un sigillo indistruttibile. Sulla copertina sono impressi i simboli di una lingua incomprensibile. Qualche notte più dopo Feha ha un sogno stranissimo; sarà la chiave per decifrare l'antica lingua proibita degli Angeli. Quel libro diviene la chiave per superare la nebbia che conduce all'Aldilà attraverso il Labirinto, un misterioso e antichissimo reticolo di tunnel sotteranei, costruito forse dagli Angeli, raggiunge i Varchi che conducono all'Aldilà dove lo aspetta il terribile e meraviglioso Magistero Malako di Orumvèis, roccaforte delle Armate Celesti. Da allora, insieme al suo amico inseparabile, il bassotto alato Sagace, che scopre capace di poteri incredibili, affronterà tetre avventure nella lotta contro i Demoni, fra terra e cielo. Arcangeli, creature d'ombra mutanti, eserciti Oscuri, segreti, poteri indescrivibili, città in rovina sono gli ingredienti di fantasy appassionante e malinconico, ma anche pieno di ritmo e di una suspense che cattura. Dopo una partenza un po' in sordina, che simula la vita normale, la narrazione diventa esplosiva, con continui colpi di scena. L'autore conduce il lettore verso situazioni che non immagina di trovare, eterogenee e originali: dalla periferia di una grande metropoli, al viaggio attraverso l'Europa e l'Africa, e poi ancora nell'Aldilà; l'incontro con gli Angeli, descritti in maniera ironica e iconograficamente curata, e lo scontro con i demoni neri; l'apparire di indizi che fanno pensare alle terribili SS di Himmler, e del nazismo magico; il tempo che smette di essere una linea progressiva e viene trasformato in qualcosa di umanamente inspiegabile, attraverso i Filocroni. Mappe magiche, Unicorni incontrollabili, scontri epocali, tribunali angelici. Un racconto davvero avvincente per chi adora il mondo del fantasy! Un fantasy di culto, una saga sugli Angeli Custodi che sta conquistando lettori ovunque! Incipt «Silenzio! Silenzio!» ordinò il Vecchio Giudice. Nell’imponente sala, immersa nella penombra, un pesante martello di bronzo che si librava da solo a mezz’aria s’abbatté sul tavolo. «Siamo qui oggi» riprese grave, «nella Sala del Giudizio, per dare sentenza all’Angelo Amueddin. Silenzio!» Tornò la quiete. Sotto i dodici altissimi archi le torce ardevano vivide, ma illuminavano bene soltanto la parte superiore della sala. «Si dia inizio al Processo; prego, Avvocangelo Alarotta, a lei la parola» dichiarò il Vecchio Giudice. «Signori della Corte, Eccellentissimo Giudice, reverendissimi Angeli tutti; siamo qui oggi a dibattere sulla condanna da infliggere ad Amueddin, colui che ha infranto la Legge!» Le parole riverberarono cupe fra i palchi, quindi dal nulla emerse la sagoma d’un uomo dal volto severo, inflessibile, vestito d’una tunica chiazzata come la pelle del serpente. «Sono chiamato a domandare a questa Corte l’applicazione fedele della Legge che, da tempi immemorabili, dal giorno che non si può ricordare, governa la nostra vita e la nostra pace. Quest’Angelo, Amueddin, ne ha infranto uno dei vincoli più sacri e per questo deve essere punito.» Appena l’Avvocangelo dell’Accusa terminò l’arringa d’esordio si sollevò un vivace brusìo di dissenso; i candidi Angeli Custodi, gli Spiriti Benevoli, i possenti Arcangeli guerrieri, gli stimati Vecchi Saggi obbiettavano e vociferavano a voce bassa.[...]. |
|
| 23. maria paola | 16:26:10, 03-12-2007 |
|
Kristof Agota Trilogia della città di K. un'opera memorabile, un grande capolavoro scrittura carna ed incisiva un colpo all'anima |
|
| 22. francesco tomada | 19:09:12, 03-11-2007 |
|
Monique Pistolato - Un tempo necessario (Edizioni La Meridiana) Ho conosciuto Monique Pistolato quasi due anni fa, ad un incontro per presentare “Un’altra stanza in laguna”. Una donna minuta, dolce, timida, in apparenza mi verrebbe da dire inoffensiva; così ho pensato di lei e della sua scrittura nei primi momenti, se non fosse che quella scrittura non me la sono più tolta di dosso. È capacità di pochi quella di saper reclamare attenzione senza gridare, ma con il solo nudo peso delle parole, che diventano dolci o taglienti, che si aprono a squarci improvvisi di delicatezza o di asprezza. Davanti a questo si è impreparati e indifesi. Ho letto e riletto “Un tempo necessario”, stavolta già aspettandomi in qualche modo quello che sarebbe successo, ma ugualmente è successo. Una raccolta diversa, tredici racconti che in qualche modo ruotano tutti attorno allo stesso tema, la/le scelte che cambiano la vita quando questa può ancora essere cambiata. Al tempo stesso la varietà delle storie e dei personaggi riesce a non dare mai l’impressione di qualcosa di costruito a tavolino, quanto piuttosto quella di un libro che ha trovato la propria collocazione ed il proprio titolo dopo, dopo essere stato scritto, pensato e atteso. Immagino che la scrittura di Monique sia un processo lento, non per costruzione, quanto perchè richiede tempo per venire a galla o scendere sul fondo, sedimentare. Per me l’idea stessa del racconto si identifica adesso con questa scrittura: storie brevi e varie, uno stile leggero ma che costringe chi legge a prestare attenzione, la capacità di scavare con poche frasi dentro agli aspetti più nascosti dei personaggi, e di una realtà che mi sento di vivere anch’io, ma non con la stessa attenzione. Così qui c’è da imparare. E poi, ci sono le storie e la storia che si incontrano con una naturalezza disarmante. Non so se l’adolescenza (o la post-adolescenza) siano il pretesto per parlare della strage di Bologna, dell’uranio impoverito, delle stragi del sabato sera, del malessere strisciante e nascosto dentro alle nostre famiglie, o se sia il contrario. Ma per come il piano privato e quello sociale si intersecano la grande storia appare come una compresenza di piccole storie, ricostruite con una lucidità che passa con lo stesso affetto impietoso dal piano personale a quello collettivo. E, infine, la poesia, le frasi messe lì quasi per caso che aprono gli orizzonti o le “virgole di primavera”. Il bisogno di fermarsi, di rileggere questa scrittura che è un dono. |
|
| 21. Gil | 22:03:14, 02-11-2007 |
| "La Casa del tempo" di Laura Mancinelli. Dolcissimo, malinconico e sottilmente misterioso. Con la sua solita tecnica narrativa, una serie di "quadretti" che si susseguono preziosi come le perle rare di una collana. Per chi riesce ancora ad apprezzare le piccole cose. Da leggere come tutti gli altri suoi libri. | |
| 20. Laura '63 | 21:52:08, 31-10-2007 |
| La figlia oscura di Elena Ferrante è un romanzo che tiene inchiodato il lettore fino alla fine. Indaga le declinazioni dell'amore materno soffermandosi sulle ombre. bello. |