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30 agosto 2018
I libri e gli autori di Festivaletteratura 2018
Gli appuntamenti e incontri con gli autori al Festivaletteratura di Mantova (5-9 settembre) sono veramente molti. Abbiamo raccolto i titoli di alcuni degli ospiti, tutto il programma sul sito 
Librerie.coop ha organizzato anche quest'anno la libreria della manifestazione con tutti i libri degli scrittori invitati e le proposte sui temi trattati. 
Gli orari d'apertura sono dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 23.00. Nei giorni del festival: dalle 9.30 alle 24.00
Patrick McGrath autore de La guardarobiera (La Nave di Teseo) dettagli incontro

Dal maestro del thriller psicologico, in un crescendo di tensione, un romanzo sui lati oscuri del dolore, dell’amore e della follia.
Londra, gennaio 1947. La guerra è finita da due anni e la città è in macerie. In uno degli inverni più freddi da che se ne ha memoria, anche trovare qualcosa da mettere in tavola è molto difficile. Ad abbattere ancor di più gli animi, arriva la perdita inaspettata e scioccante di uno dei più amati attori teatrali del momento: Charlie Grice muore in circostanze poco chiare, gettando la moglie Joan, donna bellissima e innamorata, che lavora come guardarobiera del teatro, in un dolore sordo e senza limiti. Controvoglia, Joan assiste con la figlia Vera alla prima replica dello spettacolo che era di suo marito, sottoponendosi al trauma di vedere un altro uomo interpretarne il ruolo. L’idea la terrorizza, ma quando l’attore appare sul palco, la vedova è sconvolta nel rendersi conto che dietro agli occhi dell’uomo brucia ardente lo spirito di Charlie. Più tardi, nel backstage, incontrando il sostituto, il suo cuore, stordito dalla gioia, ha la conferma che il suo grande amore vive nel giovane attore Daniel Francis. Ne diventa amica, lo invita a casa e comincia a donargli gli abiti del marito, sottratti al suo guardaroba. Nasce così una relazione che oscilla tra l’attrazione e l’assedio del fantasma di Charlie, che trascina Joan in un gorgo. Chiamata da una voce amata e spaventosa al tempo stesso, la donna scoprirà il terribile segreto che avvolge anche la morte di suo marito Charlie Grice: la guerra, dopotutto, non è ancora finita.
Maurizio Maggiani con il nuovo romanzo L'Amore (Feltrinelli) dettagli incontro

Maurizio Maggiani celebra l'amore con un romanzo cantabile come una canzone. Un libro che è già un classico. Struggente. Delicato. Universale.
«È notte, ci sono due sposi.» Inizia così, dalla notte, il racconto della giornata di uno sposo, che in ventiquattr'ore ripercorre i suoi amori, tenendo però sempre fermo - come punto di partenza e di arrivo - l'ultimo, quello incontrato in età matura. È alla sua sposa che la sera racconta un "fatterello", e a lei piace che quel fatterello riguardi uno dei suoi amori passati, la «delicata materia di ciò che è già stato». E allora ecco comparire la Mara, che lui portava sulla bici sopra il monte Muzzerone, perché si sedessero su quel dente di falesia a picco sul mare ad ascoltare la radio, «tirare fuori dalla bisaccia US ARMY due panini con la coppa di testa e due birrette appena tiepide, e schiacciare il tasto play per farle sentire dove vai quando poi resti sola, senza ali tu lo sai non si vola». Quando si fa mattino, la sposa esce di casa per recarsi al lavoro e lui, rimasto solo - il suo mestiere è scrivere articoli di giornale, ma per aiutare alcuni lavoratori si è trovato un secondo impiego e compra minerale di zinco raffinato sui mercati mondiali -, non smette di ricordare e di chiedersi: «Dove ho imparato a dire ti amo?». Mentre lavora, si occupa dell'orto, cucina, inforca la bicicletta, le ore della giornata scorrono, viene il pomeriggio e cala la sera, torna la notte, riemergono dal passato, con struggimento, con dolore, con dolcezza, la «Mara marosa marina figlia del pesciaiolo», la Padoan con la sua coda di cavallo - suo primo amore, quando era ancora un ragazzino, figlio del popolo -, la Gabri e la luxemburghiana Chiaretta, i cui fatterelli tanto piacciono alla sposa, e poi Ida la bislunga. È per lei, scoprirà il lettore, che lo sposo si è spinto a ripercorrere il suo lungo «allenamento a dire ti amo ti amo ti amo». Quanto più scende nel dettaglio, tanto più Maurizio Maggiani riesce nel miracolo di raccontare l'amore universale, nei gesti, nelle parole, nelle abitudini, nei turbamenti, scrivendo un romanzo intimo, a volte persino domestico, dove sullo sfondo nondimeno passano, attraverso la musica, il lavoro, gli oggetti, i valori, i nostri ultimi settant'anni.
Richard Flanagan autore di Prima persona (Bompiani) dettagli incontro

Ispirato a un episodio della vita di Flanagan, un romanzo comico e raggelante che parla con lucidità del confine sempre più labile tra vero e falso nel nostro mondo.
Siegfried Heidl è il più celebre truffatore d'Australia. Alla vigilia del processo che segnerà il suo destino una grande casa editrice decide di pubblicare la sua autobiografia, commissionandola a un ''ghostwriter''. L'incarico viene affidato a Kiff Kehlman, giovane aspirante scrittore con famiglia a carico e ambizioni al momento frustrate dalla realtà. Kiff, che accetta a malincuore, spinto dalla necessità, ha sei settimane di tempo per comporre il ritratto di un uomo che forse non è mai esistito, che è per sua stessa natura un'illusione, un falso, un inganno. Dopo una settimana di domande imprecise e risposte evasive, Kiff decide che l'unico modo per raccontare Ziggy Heidl è riscriverlo, fino a smarrire il confine tra ciò che è reale e ciò che non lo è.
Simon Winchester con il libro Il professore e il pazzo (Adelphi) dettagli incontro

Nel cuore di quella grande impresa dello spirito moderno che fu la redazione dell’Oxford English Dictionary è nascosta da sempre una storia straordinaria. Il primo a scoprirla, e in parte a viverla, fu il professor James Murray, anima e responsabile del maestoso progetto. Dopo anni di lavoro, Murray si rese infatti conto di come una parte consistente dei lemmi – che qualsiasi «letterato» poteva redigere, su base volontaria – arrivassero alla redazione da un unico posto in Inghilterra, e recassero in calce sempre la stessa firma: «W.C. Minor». A questo punto Murray decise di incontrare il suo prezioso e infaticabile collaboratore, salvo scoprire che il luogo da cui tutte quelle lettere partivano era Broadmoor, e il loro autore uno degli ospiti più in vista del temibile manicomio. Sì, anni prima, per le strade di Londra, W.C. Minor – un medico militare reduce dalla Guerra di Secessione, e vittima di una gravissima sindrome paranoide – aveva ucciso un passante, e adesso era rinchiuso in una cella dove gli era stato concesso di trasferire la sua collezione di libri antichi. L’incontro fra questi due personaggi era già materia per un grande romanzo vittoriano. A Simon Winchester, in fondo, non è rimasto che scriverlo. Ma, d’altra parte, solo lui avrebbe potuto farlo.
 
Jhumpa Lahiri con il nuovo romanzo Dove mi trovo (Guanda) dettagli incontro

Il primo romanzo di Jhumpa Lahiri scritto in italiano, con il desiderio di oltrepassare un confine e di innestarsi in una nuova lingua letteraria, andando sempre più al largo.
Sgomento ed esuberanza, radicamento ed estraneità: i temi di Jhumpa Lahiri in questo libro raggiungono un vertice. La donna al centro della storia oscilla tra immobilità e movimento, tra la ricerca di identificazione con un luogo e il rifiuto, allo stesso tempo, di creare legami permanenti. La città in cui abita, e che la incanta, è lo sfondo vivo delle sue giornate, quasi un interlocutore privilegiato: i marciapiedi intorno a casa, i giardini, i ponti, le piazze, le strade, i negozi, i bar, la piscina che la accoglie e le stazioni che ogni tanto la portano più lontano, a trovare la madre, immersa in una solitudine senza rimedio dopo la morte precoce del padre. E poi ci sono i colleghi di lavoro in mezzo ai quali non riesce ad ambientarsi, le amiche, gli amici, e «lui», un’ombra che la conforta e la turba. Fino al momento del passaggio. Nell’arco di un anno e nel susseguirsi delle stagioni, la donna arriverà a un «risveglio», in un giorno di mare e di sole pieno che le farà sentire con forza il calore della vita, del sangue.
Aidan Chambers autore del libro Confessioni del giovane Tidman (Rizzoli) dettagli incontro

Un album di fotografie nitidissime, da cui emerge un passato traboccante di umanità
Alcuni ricordi – quasi tutti – sono a posteriori. Alcuni – pochi – non hanno il tempo passato. Vivono nel presente, sempre pertinenti. Con la loro presenza condizionano le aspettative, implicano prospettive, modellano il futuro. Il 1934 conta ormai i suoi ultimi giorni quando, il 27 dicembre, nasce Tidman, alla vigilia di stragi e guerre che tracceranno sulla Storia ferite mai più rimarginate. Negli anni che seguono, Tidman cresce in un mondo fatto di piccole cose ma tanta umanità, con il nonno nelle miniere di carbone, il padre becchino, la madre casalinga, l'inseparabile amica Marian e la scuola, dove Tidman viene bollato come "lento", perché non tiene il passo con gli altri nell'imparare a leggere. E poi l'adolescenza salvata dai libri e da un docente illuminato, l'indagine goffa e piena di fraintendimenti della sessualità, fino alla rivalsa sullo studio, che gli permetterà di sognare come possibilità concreta un futuro nell'insegnamento.
David Sedaris con il nuovo libro Ragazzi, che giornata! Diari 1977-2002 (Mondadori) dettagli incontro

Per quarant'anni David Sedaris ha tenuto un diario in cui ha registrato qualsiasi cosa catturasse la sua attenzione: i commenti fatti alle spalle, i gossip più salaci, i segreti confessati da totali sconosciuti. Non importa dove si trovasse, in un quartiere borghese di Parigi o in una viuzza sperduta d'America. Come un cane da tartufo, Sedaris è sempre riuscito a stanare il personaggio più bizzarro in mezzo a un'intera folla e a catturarne l'essenza. Ora l'autore condivide questa scrittura privata con i lettori. Dai suoi vent'anni, quando girava l'America in autostop senza un soldo in tasca, ai quaranta, quando la sua vita subisce una significativa sterzata che lo conduce a Londra. Nel mezzo: tutto quello che separa un ragazzo con un debole per le droghe, la Casa Internazionale del Pancake e un'incapacità cronica di tenersi un lavoro da uno dei personaggi più divertenti del pianeta. Con la scrittura graffiante e ironica che lo ha reso un autore di culto nel mondo, già in queste pagine David Sedaris rivela un orecchio assoluto per tutto ciò che è fuori dal comune e una generosità che nemmeno il suo senso dell'umorismo da misantropo riesce a nascondere. E al tempo stesso ci ricorda che, se siamo perspicaci e curiosi come lui, la nostra vita non conoscerà nemmeno un giorno di noia.
Tom Drury autore della Trilogia di Grouse County (Nne) dettagli incontro 

Nell'ultimo capitolo della trilogia, le vite dei personaggi a cui ci siamo affezionati riprendono a scorrere sotto i nostri occhi, tra cambiamenti, scelte, scoperte e imprevedibili traiettorie.
Il quattordicenne Micah lascia la casa paterna e Grouse County per raggiungere la madre, Joan, che si è trasferita a Los Angeles e fa l'attrice. È qui che muove i primi passi da adulto: una nuova scuola, nuovi amici e l'amore per Charlotte. Sua sorella Lyris, intanto, è andata a vivere con il fidanzato a Stone City e stringe amicizia con Louise, che ha aperto un negozio di antiquariato; mentre Tiny, rimasto solo a casa, decide di sperimentare ingegnose rapine nei centri commerciali. Ma il placido mondo della contea è scosso dall'arrivo di due forestieri: Jack Snow e Sandra Zulma, sulle cui vicende al limite del soprannaturale cercano di far luce Dan Norman, l'ex sceriffo ora investigatore privato, e Albert Robeshaw, il fidanzato di Lyris. Tiny e Joan, Lyris e Micah, Dan, Louise e Mary: sono questi i personaggi a cui ci siamo affezionati. E nell'ultimo capitolo della trilogia le loro vite riprendono a scorrere sotto i nostri occhi, tra cambiamenti, scelte, scoperte e imprevedibili traiettorie. Tom Drury, come sempre, li osserva con divertita tenerezza e profondo rispetto, restituendoci un'epica del quotidiano tra i cieli immensi del Midwest e la distesa sconfinata dell'oceano Pacifico.
Lianke Yan autore de I quattro libri (Nottetempo) dettagli incontro

Siamo alla fine degli anni '50, nel Nord della Cina, sulle rive del Fiume Giallo: lo Scrittore, la Musicista, l'Erudito, il Religioso e altri personaggi sono imprigionati nella Sezione 99 di un campo di rieducazione per intellettuali per ricostruire il loro zelo rivoluzionario, sotto il comando del Bambino, giovane despota ossessivo. È l'epoca del Grande Balzo in avanti e i prigionieri sono sottoposti a una disciplina inflessibile e a un lavoro massacrante per raggiungere gli obiettivi produttivi fissati dal regime e risanare le proprie credenziali. Tra i roghi di libri, la corsa all'acciaio, la coltivazione intensiva del grano e una terribile carestia, gli anni passano implacabili, come la forza irriducibile della natura, sul grande fiume e sui destini dei personaggi. Un romanzo potente, lirico ed epico insieme, in cui il crescendo drammatico di eventi è scandito da quattro modi diversi di raccontare la follia umana, quattro tonalità in cui l'autore declina il suo racconto ed esprime, nonostante tutto, la sua fiducia verso l'umanità, fragile e resiliente.
 
Eduardo Mendoza con il nuovo libro Città sospesa. Madrid 1936 (DeA Planeta) dettagli incontro

Amori, arte, spionaggio e avventura nella Madrid violenta ed esplosiva della metà degli Anni Trenta. Un romanzo acuto e illuminante sulla “nascita” del fascismo.
Nella primavera del 1936, il critico d'arte inglese Anthony Whitelands arriva in treno nella convulsa Madrid sull'orlo della Guerra civile. Lo scopo del suo viaggio è verificare l'autenticità di un presunto Velázquez appartenente a un amico di José Antonio Primo de Rivera, figlio del generale già dittatore di Spagna. Un'opera il cui immenso valore potrebbe influenzare gli scenari politici in un momento tanto drammatico e cruciale della storia del Paese. Ma, distratto, fra l'altro, da problemi personali e dai turbolenti incontri amorosi con donne di diversa estrazione sociale, Whitelands non fa troppo caso ai "nemici" - poliziotti, politici, diplomatici, spie - che, tra baruffe, disordini e cospirazioni incrociate, sempre più numerosi gli stanno alle calcagna...
György Dragomán autore del romanzo Fiamme (Einaudi) dettagli incontro

Un'educazione sentimentale all'ombra di una dittatura dell'Est Europa. La storia di un'adolescente che deve trovare il proprio posto nel mondo tra stupore, meraviglia e incubo.
Emma ha tredici anni e a quell'età il mondo sembra destinato a rimanere immutabile. Ancora di più se cresci in un paese soffocato da un regime che appare eterno. Ma nulla resta uguale per sempre: è una lezione che, all'inizio, Emma imparerà nel modo più tragico, quando in un incidente (dai risvolti misteriosi) perderà i genitori dissidenti e lei sarà costretta a vivere in un orfanotrofio. Poi un giorno, in istituto, si presenta un'anziana signora che dice di essere la nonna di Emma, anche se la ragazzina non l'ha mai vista - o non se la ricorda. I primi giorni Emma è spaventata da questa vecchina che disegna strane figure nella farina, legge il futuro, pratica malefici e nel suo villaggio ha la fama di essere una strega. E forse i compaesani non hanno tutti i torti se in casa con Emma e la nonna vive il fantasma del nonno...Ben presto la ragazzina verrà a conoscenza del doloroso passato della sua famiglia, scoprendo che le streghe spesso sono buone e fanno paura per le ragioni sbagliate. Emma entrerà cosí in una realtà alternativa, quella dei suoi nonni, in cui la magia è l'unico modo per conquistare la libertà che il mondo le nega. Ma a tredici anni cambia tutto, che tu lo voglia o no, ormai Emma l'ha capito: cambiano i regimi, cambiano i corpi, cambiano gli occhi con cui guardi i ragazzi. E avere la magia dalla propria parte può essere un bell'aiuto. Con Fiamme György Dragomán ha creato una giovane eroina che resta impressa nella memoria. E la storia del suo apprendistato magico è una tra le metafore piú potenti e affascinanti della vita al tempo di ogni terrore.
Jessica Fellowes con L' assassinio di Florence Nightingale Shore (Neri Pozza) dettagli incontro

Sei celeberrime sorelle – figlie del barone Redesdale, David Freeman-Mitford, – il glamour, il gossip che le circonda in un’avvincente serie di gialli.
È il 1919 e Louisa Cannon sogna di sfuggire a una vita di povertà e, soprattutto, all’opprimente e pericoloso zio, che vorrebbe sanare i propri debiti «offrendo» la nipote a uomini di dubbia reputazione. La salvezza di Louisa è un posto di lavoro presso la famiglia Mitford ad Asthall Manor, nella campagna dell’Oxfordshire. Dopo diverse peripezie Louisa riesce a farsi assumere. Diventerà istitutrice, chaperon e confidente delle sei sorelle Mitford, specialmente della sedicenne Nancy - una giovane donna intelligente e curiosa con un talento particolare per le storie. Ma quando un’infermiera - Florence Nightingale Shore, figlioccia della sua celebre omonima - viene assassinata in pieno giorno su un treno in corsa, Louisa e Nancy si troveranno per caso coinvolte nelle indagini del giovane e timidissimo Guy Sullivan, agente della polizia ferroviaria di Londra, Brighton & South Coast e nei progetti criminali di un assassino che farà di tutto per mantenere segreta la propria identità… Basato sul vero omicidio, rimasto irrisolto, di Florence Nightingale Shore, questo è il primo romanzo di una serie di gialli intitolata I delitti Mitford, ambientata negli anni Venti e Trenta con protagoniste le sei «leggendarie» sorelle Mitford.
 
Elif Batuman con I posseduti. Storie di grandi romanzieri russi e dei loro lettori (Einaudi) dettagli incontro

"Cos'è che ami, quando sei innamorata? I suoi vestiti, i suoi libri, il suo spazzolino da denti. Tutti i beni di consumo, che prima erano estranei, vengono magicamente riabilitati come aspetti della persona. Dopo che Evgenij Onegin scompare nel settimo capitolo, Tat'jana comincia ad andare in visita nella sua tenuta abbandonata. Guarda i segni che ha lasciato sul biliardo, la sua biblioteca, il suo frustino, "tutto le pare inestimabile". "Chi era dunque lui?" domanda riflettendo sui suoi libri, esaminando i segni lasciati sui margini dall'unghia del suo pollice". Il nostro rapporto con la letteratura non è forse sottomesso alla stessa costellazione sentimentale? Non è, anche questa, un'allegoria della lettura? Come Tat'jana cerchiamo tra le pagine di un libro le tracce di un personaggio e del suo autore, tentiamo di ricostruire, a partire da un'assenza, un'essenza. Esponendoci al rischio inevitabile, incalcolabile - del disastro, del fallimento. Allora "I posseduti", come il romanzo e come la critica letteraria (generi a cui allo stesso tempo appartiene e che trascende), è il racconto di una storia d'amore. Come il protagonista della "Montagna magica" di Thomas Mann, che arriva in un sanatorio svizzero per una visita di tre settimane al cugino e vi rimane per sette anni a causa, si può dire, dell'amore, così Elif Batuman a tutto pensava tranne che a dedicarsi alla vita accademica: eppure resterà a Stanford sette anni per un dottorato sulla forma del romanzo russo.
Chris Offutt autore di Country dark (Minimum fax) dettagli incontro

Dopo la sua raccolta d'esordio Nelle terre di nessuno, Chris Offutt ci riporta in Kentucky, con un romanzo potente e teso come una corda di violino: una storia di violenza e vendetta che appassiona come un noir e illumina i lati più nascosti e oscuri del sogno americano.
Tucker è appena tornato nel suo Kentucky dopo aver partecipato a una delle guerre più sporche e dimenticate della storia americana, quella di Corea. Ha combattuto in condizioni estreme, non ha esitato a uccidere, come se fosse la cosa più naturale al mondo, è un reduce senza medaglie e senza rimorsi. Vuole solo ricongiungersi alle terre aspre e isolate nelle quali è cresciuto, costruirsi una famiglia e vivere in pace, anche se per farlo deve lavorare alle dipendenze di un contrabbandiere di alcol. Ma quando il suo fragile equilibrio e i suoi affetti più cari vengono messi in pericolo non ha la minima titubanza: riprende in mano le armi, che sa usare come pochi, e si prepara a difendere ciò che ama nell’unico modo che conosce.
Robert Menasse con il romanzo La capitale (Sellerio) dettagli incontro

Robert Menasse, dopo un lungo soggiorno di ricerca e due saggi sull’argomento, racconta una città e un luogo simbolico della storia e della cronaca contemporanea, il cuore politico e amministrativo dell’Europa unita.
Con La capitale Robert Menasse ha vinto il Deutscher Buchpreis 2017, il più prestigioso premio letterario per gli scrittori di lingua tedesca.
Il cielo è grigio su Bruxelles, si avvicina l'anniversario dei cinquantanni dalla fondazione della Commissione europea e allo scopo di rilanciarne gli ideali alcuni funzionari della Direzione cultura avviano un curioso tentativo, un grande giubileo incentrato su Auschwitz mobilitando gli ultimi sopravvissuti ai campi di concentramento come testimoni dei proponimenti che sono all'origine della UE, nata dalle ceneri delle atrocità naziste. L'idea scatena l'anima rissosa ed egoista dei paesi membri e insieme esalta gli interessi personali dei burocrati. Nel frattempo le strade della città sono affollate di allevatori che protestano con i forconi in mano, di mandrie di turisti con i selfie stick, e 22.000 funzionari, uomini e donne, solitari avamposti delle loro società e tradizioni, si adoperano senza sosta per favorire il dialogo tra le culture e gli interessi del loro paese di origine, e la notte restano seduti sul bordo del letto a bere un ultimo bicchiere di vino. Tutto alimenta un ingranaggio di bizantina complessità, crocevia del potere e dell'economia internazionale, babele di lingue diverse, mentalità incompatibili e interessi particolari: un caos sempre sul punto di esplodere. Robert Menasse, dopo un lungo soggiorno di ricerca e due saggi sull'argomento, racconta una città e un luogo simbolico della storia e della cronaca contemporanea, il cuore politico e amministrativo dell'Europa unita, la capitale scelta perché il Belgio era il primo paese in ordine alfabetico tra le sei nazioni fondatrici e da allora in attesa, come Godot, di una rotazione che non avverrà mai. Il suo è un romanzo di sfrenata ingegnosità, un labirinto di invenzioni e umorismo, un castello gotico di sentimenti e potere, passioni e paure. Tra un maiale che corre libero per le strade e un omicidio che sembra passare inosservato prende forma un panorama di grandi emozioni e grigia amministrazione, costellato di eroi tragici, di ambiziosi perdenti, di scaltri manipolatori. Ne scaturisce un ritratto letterario sarcastico e provocatorio, capace di miscelare generi diversi, di tratteggiare l'assurdo, di irridere il male. E soprattutto di raccontare l'Europa.
 
Tim Marshall con il nuovo saggio I muri che dividono il mondo (Garzanti) dettagli incontro

Siamo tornati a costruire muri. Sono infatti oltre 6000 i chilometri di barriere innalzati nel mondo negli ultimi dieci anni. Le nazioni europee avranno ben presto più sbarramenti ai loro confini di quanti non ce ne fossero durante la guerra fredda. Il mondo a cui eravamo abituati sta per diventare solo un vecchio ricordo: dalle recinzioni elettrificate costruite tra Botswana e Zimbabwe a quelle nate dopo gli scontri del 2015 tra Arabia Saudita e Yemen, dalla barriera in Cisgiordania fino al mai abbandonato progetto del presidente Donald Trump al confine tra Stati Uniti e Messico. Non appena una nazione si appresta a far nascere un nuovo muro, subito i paesi confinanti decidono di imitarla: quello tra Grecia e Macedonia ne ha generato uno tra Macedonia e Serbia, e poi subito un altro si è alzato tra Serbia e Ungheria. Innumerevoli sono le ragioni alla base di queste decisioni spesso dettate da paura, disuguaglianze economiche, scontri religiosi. Appassionante reportage e accorata denuncia, questo libro diventa quindi una preziosa ed essenziale bussola per comprendere le ragioni storiche di quello che sta accadendo oggi con la rinascita di forti sentimenti sovranisti e nazionalisti, nella speranza che questa drammatica tendenza si inverta al più presto.
Agus Morales con il reportage Non siamo rifugiati. Viaggio in un mondo di esodi (Einaudi) dettagli incontro

Agus Morales segue le orme degli esiliati della terra, dà voce a coloro che sono stati obbligati a fuggire. 
Viaggia alle origini del conflitto in Siria, Afghanistan, Pakistan, Repubblica Centrafricana e Sudan del Sud. Cammina con i centroamericani che attraversano il Messico e con i congolesi che fuggono dai gruppi armati. Si addentra sulle strade piú pericolose, segue i salvataggi nel Mediterraneo, conosce le umiliazioni che soffrono i rifugiati in Europa. E sbarca presso l'ultima frontiera, la piú dura e la piú difficile da attraversare: l'Occidente. Si è ormai arrivati alla costruzione dell'immagine del rifugiato come il nemico contemporaneo. L'immagine del rifugiato è il volto piú immediato di questo cambiamento storico: il terreno simbolico su cui si discute il nostro futuro in comune. Oggi ci sono decine di milioni di persone che non sono rifugiati perché non diamo loro asilo. Chissà se tutti – anche noi – tra una decina d'anni, non saremo rifugiati.
 
Emanuele Coccia con il libro La vita delle piante. Metafisica della mescolanza (il Mulino) detttagli incontro 

Abbiamo adorato dèi antropomorfi e fatto per millenni degli animali l’oggetto del nostro culto. Eppure la forza cosmogonica più importante sul nostro pianeta sono le piante: sono loro le nostre ultime divinità. Sono loro ad aver prodotto il mondo così come lo conosciamo e lo abitiamo. Sono loro a mantenerlo in vita. Attraverso la fotosintesi, hanno permesso di cambiare lo statuto della materia che ricopre la crosta terrestre, trasformandola in centro di accumulazione dell’energia solare. E soprattutto hanno trasformato irreversibilmente la nostra atmosfera. Non illudiamoci: lungi dall’essere un elemento qualunque del paesaggio terrestre, le piante cesellano e scolpiscono incessantemente il volto del nostro mondo.