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10 ottobre 2018
Incontro con Pietro Bartolo


Tre incontri con Pietro Bartolo in occasione dell'uscita del suo libro
LE STELLE DI LAMPEDUSA
(Mondadori)


>> Sabato 20 ottobre alle 18.15 -   RAVENNA  
Sala del Refettorio di Santa Chiara (via San Vitale, 17)
Saluto del Sindaco di Ravenna Michele De Pascale. Ne parlano con l’autore Emanuela Fiori, Direttore del Museo Nazionale di Ravenna e Claudio Marcello Ciccillo, Fraternità di San Damiano – Ravenna.
Letture a cura del Teatro delle Albe. 
Iniziativa patrocinata dal Comune di Ravenna. Evento facebook


>> Domenica 21 ottobre alle 10.00 -   MODENA  
Sala Panini - Camera di Commercio (via Ganaceto, 134)
Intervengono Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale e Luca Barbari, presidente di Porta Aperta.
In collaborazione con Fondazione Mario Del Monte per il Festival della migrazione 2018.


>> Domenica 21 ottobre alle 15.30 -   BOLOGNA  
Biblioteca dell'Archiginnasio, Sala Stabat Mater (piazza Galvani, 1)
“Le voci dei libri”
Saluto del Sindaco Virginio Merola. Ne parla con l’autore Stefania Pellegrini, Università di Bologna
Letture a cura della scuola di teatro di Bologna Galante Garrone. Evento facebook


Quando Pietro Bartolo, medico di Lampedusa, vide Anila per la prima volta rimase di sasso. Quella bambina non avrà avuto più di dieci anni. Che cosa ci faceva una creatura così piccola, da sola, in una nave piena di naufraghi disperati? 
Di solito, ragionò, i bambini di quell'età arrivano qui in Italia accompagnati dai genitori, o da un amico di famiglia o da qualche altro adulto conosciuto lungo il viaggio. Allo stupore di quel primo istante seguì una certezza: l'arrivo a Lampedusa per Anila non era la fine di un lungo viaggio ma solo una tappa intermedia, un nuovo punto di partenza verso il suo vero obiettivo, trovare la mamma «da qualche parte in Europa» e salvarla. Da tutto. Dalla prostituzione, dal vudù africano che la teneva in scacco, dalla non meno malefica burocrazia occidentale, ma soprattutto dai suoi stessi sensi di colpa. Pietro Bartolo accetta di accompagnare Anila lungo questo suo nuovo percorso. E, attraverso i suoi occhi neri e profondissimi, si proietta dentro l'interminabile incubo dei tanti migranti bambini che negli anni sono arrivati – da soli – sulle coste italiane: la miseria di Agades, la traversata del deserto, gli orrori delle carceri libiche, il terrore del naufragio nelle acque gelide di un Mediterraneo invernale e ostile. A metà strada esatta tra un romanzo di formazione e un documentario, queste pagine ci permettono di toccare con mano, di scoprire in prima persona che cosa c'è davvero dall'altra parte dell'«allarme immigrazione», quello che troviamo rilanciato negli slogan più beceri di questo medioevo permanente in cui la politica ci ha catapultati. Un libro per capire l'importanza di essere testimoni. Perché, alla fine, l'unico pericolo che corre davvero la nostra civiltà davanti al tumultuoso flusso migratorio di quest'epoca è quello dell'incomprensione e della stupidità.