“La televisione non soddisfa la domanda di cultura”

Giornalista, scrittore, conduttore televisivo, sceneggiatore, Corrado Augias spicca nel panorama culturale italiano per la sua attività di divulgatore. Il seguito da lui conquistato negli anni, sia in televisione che con i suoi libri - tra cui l’ultimo, Inchiesta su Gesù, che analizza la figura di Cristo dal punto di vista storico - dimostra che c’è un pubblico alla ricerca di informazione intelligente e pacata sui temi scientifici, storici, letterari.
Nella sua attività di conduttore televisivo, lei ha sempre cercato di fare divulgazione culturale, pacata e intelligente. Ma è un problema trovare gli spazi nel palinsesto per parlare di cultura?
Il mio intento è quello di far acquisire al mezzo televisivo, che è un mezzo veloce, magnifico, indispensabile e molto superficiale, la capacità di divulgazione di notizie su settori che solitamente non tratta. Cioè tutto quello che sfugge alla cronaca quotidiana: la scienza, la letteratura, la filosofia, le arti… tutto quello che è il fondamento del  nostro essere civilizzati. La televisione solitamente non tratta questi temi perché rendono poco. Perché la televisione è basata sulla quantità di ascolti, in base alla quale si stabiliscono i prezzi degli spot pubblicitari. Ed è chiaro che se io faccio litigare in diretta due veline che si strappano il reggiseno l’una con l’altra faccio un ascolto superiore a quello che faccio se faccio parlare una signora o un signore di Liechtenstein.

La collocazione oraria del suo programma attuale “Le Storie. Diario italiano” (dalle 12,45 alle 13,10 su Raitre, ndr) non sembra molto adatto ad intercettare un pubblico di persone attente alla cultura, la maggior parte del quale probabilmente a quell’ora è al lavoro.
Quella fascia oraria è stata scelta dalla rete perché… era l’unico buco possibile. Però poi gli ascolti di quell’orario, che era intorno all’1,5%, sono cresciuti, arrivando sopra al 6%, dimostrando che c’è un po’ di pubblico, che in termini assoluti è stimato tra le 700 mila e le 900 mila persone. Probabilmente c’è anche una parte di persone che lavorano, e che soprattutto nel centro-nord, a quell’ora staccano per una pausa e approfittano per guardare la trasmissione.

I dati più recenti dimostrano una tendenza alla disaffezione del pubblico italiano verso la televisione “deficiente”… che perde costantemente audience. Forse siamo più intelligenti di come ci dipingono?
Non so se siamo più intelligenti, però c’è un fatto: in giro c’è molta domanda di informazioni buone, selezionate, “alte”. E’ evidente tutte le volte che qualcuno mette insieme un festival, o tutte le volte che c’è una libreria attiva, che anima e che stimola la partecipazione, con un libraio che non sta dietro al banco ad aspettare che entri un cliente. Quando vengono organizzati incontri su letteratura, filosofia, scienza, storia, si formano code, resse di persone ad assistere. Per citare una esperienza personale: l’anno scorso a Roma facemmo alla basilica di Massenzio “Processo a Nerone”, che era un’occasione per parlare in maniera un po’ drammatizzata di una grande e discussa figura di imperatore. Abbiamo iniziato con 800 sedie, e finito con 2000 sedie. La televisione questa richiesta non la soddisfa, e quindi rimane lì, inespressa, e cerca altre strade per essere soddisfatta.

Secondo lei è una tendenza?
Diciamo che a mano a mano che si eleva il livello culturale medio del paese, che peraltro era e resta molto basso, cresce questo tipo di domanda.

Il suo ultimo libro “Inchiesta su Gesù” è un’indagine sulla figura storica dell’uomo che ha cambiato il mondo. Anche questa è divulgazione: l’invito a seguire un ragionamento, ad avvicinare da un punto di vista scientifico, dell’analisi storica, un argomento che oggi pare si possa affrontare solo con le barricate o con superficialità. Come è stato accolto il libro dal pubblico dei lettori?
L’accoglienza del pubblico è stata stupefacente: siamo a mezzo milione di copie vendute, una cifra sbalorditiva. Non solo in Italia, ovunque nel mondo un titolo che fa mezzo milione di copie è un titolo straordinario. Allo stesso tempo alcuni settori delle gerarchie cattoliche hanno reagito malamente, deprecando il libro, condannandolo, diciamo così, a un rogo simbolico, non potendosi più fare roghi dei libri da qualche tempo. Queste doppie reazioni, di grande favore e di grande furore, sono a mio avviso complementari. E sono dovute al fatto che dal libro esce fuori un Gesù nuovo, smagliante, proprio perché ridotto alla sua condizione storica di uomo. Che vuol dire sangue, carne, muscoli. E spirito, uno spirito alto. Un essere umano nella migliore accezione, a cui noi (io e il professor Mario Pesce, grande biblista che ha risposto alle mie domande) abbiamo tolto quella patina, quella polvere, quella usura, quell’immagine ossificata. Il mantello della teologia che gli hanno messo addosso, povero Cristo, nel corso dei secoli, lo ha quasi soffocato. Io sostengo che noi lo abbiamo fatto respirare. E facendolo respirare abbiamo fatto vedere la sua forza, le contraddizioni, la sua forza e insieme la sua sconfitta: il processo, la morte, la condanna. E viene fuori una figura smagliante, affascinante, un uomo da abbracciare.

Lina Sini

Corrado Augias, giornalista e scrittore, ha trascorso molti anni all'estero, a Parigi prima e a New York, come inviato speciale per L'Espresso, Panorama e la Repubblica, quotidiano al quale attualmente collabora. Ha pubblicato per Rizzoli Quel treno da Vienna, Il fazzoletto azzurro e L'ultima primavera. Da questi romanzi sono stati liberamente tratti tre film-tv andati in onda su Raidue. Per Mondadori ha scritto Giornali e spie. Inoltre, insieme a sua moglie Daniela Pasti ha scritto il romanzo Tre colonne in cronaca. La sua attività di giallista è proseguita con Telefono giallo. Sette delitti quasi perfetti, Una ragazza per la notte e Quella mattina di luglio. Suoi anche i saggi-racconto I segreti di Parigi, Il viaggiatore a lato, Storia e leggenda di Amedeo Modigliani, I segreti di New York, I segreti di Londra e il recente I segreti di Roma. Tra i programmi televisivi, la serie di Telefono giallo, il programma di libri Babele, l’ultima edizione di Enigma. Attualmente conduce su RaiTre la striscia quotidiana Le storie. Diario italiano.
30/05/2007

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