.jpg)
Qual è il ruolo della critica letteraria oggi?Anche se esiste un filone di teorici, tra cui George Steiner, che auspicano un rapporto diretto, e non secondario, tra il lettore e il testo, a mio avviso l’idea che i testi parlino da soli è un’idea vecchia. Anche se oggi il critico è irritante, e il lettore tutto sommato se ne frega, la critica ha la funzione di riflettere sul rapporto del lettore con il libro. L’esercizio della critica dovrebbe porre degli interrogativi, e il successo di alcuni scrittori assai mediocri lo dimostra. Inoltre, la critica militante è ancora più necessaria oggi, in tempi di fondamentalismi e superficialità, quando il livello di coscienza critica è rappresentato da Lina Sotis che parla di Zucchero e delle recenti vicende al concerto per i Vip a Porto Cervo… E’ necessario riflettere sulle cose. Io credo che la letteratura dovrebbe essere riflessione sulla vita, e per fortuna nel panorama letterario ci sono ancora autori come Philip Roth, per esempio, che con il suo Everyman riflette sulla malattia, e quindi sulla vita, sul perché viviamo, sul senso della nostra esistenza.
La critica incide sul successo o l’insuccesso di un libro?Sulla breve distanza, ovvero sul successo commerciale, no. Sulla lunga distanza e sulle riflessioni sostanziali, voglio sperare di sì.
C’è a suo parere della letteratura di qualità nel panorama italiano oggi?La situazione è quella di un minimo stato di salute. Ma ci sono scrittori che si pongono delle domande, scrivono libri che sperimentano nuovi linguaggi, testi validi sia dal punto di vista della struttura che dell’ipotesi di personaggi e delle riflessioni sulla vita. Giorgio Todde, per esempio, è uno di questi autori.
La critica si occupa dei nuovi linguaggi – penso ai blog - che scaturiscono dalle nuove tecnologie? E cosa ne pensa?Il blog non è affatto una novità, è la trasposizione su internet del vecchio cazzeggio da bar. E’ una scrittura senza controllo che può essere anche anonima, e quindi senza responsabilità. In questo senso il mercato per fortuna opera delle selezioni e investe su ciò che ha un minimo di dignità. Internet è sicuramente una grande invenzione che ha modificato molti aspetti del nostro quotidiano, ma senza talento e originalità, la tecnologia non cambia niente. Aspettiamo ancora lo scrittore che dimostri che il web può essere una forma d’arte.
C’è secondo lei un autore italiano che riesce a conciliare pareri critici favorevoli e successo di mercato? Sandro Veronesi: un ottimo scrittore che ha anche un buon successo commerciale.
E uno che a suo parere non è stato giustamente valutato?Fabrizia Ramondino, che ha scritto un libro meraviglioso come “L’isola riflessa”.
Lina Sini
Massimo Onofri, nato a Viterbo nel 1961, è un saggista, critico letterario e docente di critica letteraria e letteratura italiana contemporanea all'Università di Sassari. Ha pubblicato prefazioni, saggi e articoli dedicati, tra gli altri, a Pirandello, Borgese, Brancati, Sciascia, Fiore, Bufalino, Consolo, Bertolucci, Giudici, Lalla Romano e Celati. Già redattore di Nuovi Argomenti, esperto di letteratura siciliana, è stato autore di numerose opere di saggistica. Collabora con L'indice dei libri del mese, col quotidiano La Stampa, con i quotidiani regionali del gruppo Espresso e con Diario, dove tiene una rubrica settimanale sulla narrativa italiana sin dalla fondazione.