Dai migranti una nuova linfa linguistica e culturale

Ha cominciato a dare i primi segni quindici anni fa. Oggi la letteratura migrante è una realtà, ed è in continua evoluzione. Racconti, poesie e romanzi scritti da persone nate in un altro paese, o da genitori di un altro paese, che sono una risorsa che arricchisce la nostra lingua e la nostra cultura. La letteratura della migrazione si sta affermando anche grazie all'Associazione Eks&Tra che nel 1995 ha lanciato il primo concorso letterario riservato ai migranti. Ce ne parla la presidente Roberta Sangiorgi.
Come è nata l’idea di fondare l’associazione Eks&tra?
Nel 1994 avevo scritto un libro sulle coppie miste, “Ebano e avorio”. Da lì è nata una riflessione sulla necessità di dare la parola ai migranti, dato che a quei tempi non erano ancora state pubblicate opere scritte da loro. Abbiamo pensato allora al Concorso, che è stata una vera scommessa - non esisteva niente del genere in Italia - e subito dopo ci siamo costituiti in associazione per gestire il concorso. Per la giuria abbiamo coinvolto docenti universitari esperti della materia ma già da subito ci siamo posti il problema di dare spazio tra i componenti anche ad autori stranieri. I primi sono stati l’eritrea Erminia dell’Oro e il senegalese Saidou Moussa Ba. Ricordo che l’arrivo dei primi lavori fu molto emozionante – davvero non sapevamo cosa aspettarci - e poi ne sono arrivati altri… alla fine sono arrivate 200 opere tra racconti e poesie (non c’era la sezione romanzi), alcune delle quali già di ottima qualità letteraria.

Cosa è la letteratura migrante, e cosa rappresenta in Italia, che solo di recente è diventato un paese di immigrazione?
E’ un criterio che si sta evolvendo col tempo. La prima generazione ha avuto l’effetto di immettere nella lingua italiana parole e metafore nuove (per esempio oggi nello Zingarelli c’è la parola “saudade” espressione brasiliana che vuol dire nostalgia). Più in generale ha cambiato le coordinate della narrativa italiana che non ha più come centro il Mediterraneo, ma il mondo intero. Inoltre, dopo un primo periodo in cui è stato prevalente un elemento autobiografico, c’è stata un’evoluzione verso il tema universale della migranza, con la creazione di storie non legate alla propria storia personale (per fare un esempio, un autore siriano che racconta la storia di un rom). Le seconde generazioni hanno iniziato a emergere dal 2000 in poi. Si tratta di persone che hanno frequentato la scuola in Italia, con la padronanza della lingua, che immettono meno contaminazioni linguistiche ma, essendo la cerniera tra i genitori e la società di approdo, mettono a confronto i pregiudizi delle due culture.

Chi sono gli scrittori migranti?
Al nostro concorso partecipano soprattutto donne, tra i 30 e i 40 anni, di scolarizzazione elevata. La maggior parte sono ancora immigrati di prima generazione. Dai Balcani, per esempio, le popolazioni hanno cominciato a migrare forzati dalla guerra, poi c’è stato un periodo di latenza dovuto alla necessità di impadronirsi della lingua.

E per quanto riguarda i paesi di provenienza, ci sono alcuni paesi che predominano o si distribuiscono equamente?
Anche dal punto di vista della provenienza negli anni c’è stata una evoluzione. Fino al 2000 erano soprattutto l’Africa e il Sud America a predominare: Algeria, Senegal, e Argentina e Brasile. Dopo il 2000 sono aumentati di molto gli scrittori dei paesi dell’Est, soprattutto Albania e più recentemente Romania e paesi dell’ex Unione Sovietica, e negli ultimi anni stanno venendo fuori testi di scrittori indiani, mentre dal lavoro che facciamo nelle scuole stanno venendo fuori i primi scritti in lingua italiana di cinesi, si tratta ancora di giovanissimi, migranti di seconda generazione che frequentano qui la scuola.

Lina Sini

Roberta Sangiorgi è la presidente di Eks&tra, Associazione Interculturale che dal 1995 ha lanciato il Concorso letterario Eks&tra, rivolto ai migranti, figli di migranti e di coppie miste. Il concorso prevede la pubblicazione dell’opera per il primo classificato nelle sezioni raccolta di poesie e raccolta di racconti e/o romanzo e un premio in denaro per la sezione scuole e tesi di laurea. Lo spirito dell’Associazione è promuovere la conoscenza reciproca, verificare fino a che punto è giunta o può giungere l'integrazione fra espressioni culturali che possono mutuamente arricchirsi, scoprire come i valori fondamentali dell'uomo siano ovunque gli stessi.
(nella foto, un'immagine della premiazione dell'ultima edizione del concorso Eks&tra; da sinistra, Roberta Sangiorgi, l'assessore alle politiche dell'immigrazione, pari opportunità e cultura delle differenze Monica Perugini, e la vincitrice Duska Kovacevic)
28/09/2007

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