Broccoli, lei parla alla radio di temi difficili, con la capacità di renderli interessanti e piacevoli. Qual è il suo segreto?Si può sintetizzare con il proverbio latino che recita: Rem tene, et verba sequentur, ovvero, possiedi le cose, e le parole verranno. Conoscendo più che bene gli argomenti che si trattano, è possibile parlarne rendendoli interessanti. E’ un approccio che ho scoperto già quando insegnavo all’Università. Dovendo parlare agli studenti di argomenti “pallosissimi” (le mie materie erano Epigrafia Cristiana Antica Greca e Latina), ho capito che questo era l’unico modo. In pratica, racconti uno ma conosci cento, in modo che quell’uno che racconti è interessante perché è estratto da una profonda conoscenza. Questo metodo vale per tutti, perché trovare le parole per parlare agli altri è importante. Le parole sono importanti, con le parole si può costruire la Storia.
Di cosa parla agli ascoltatori di “Con parole mie”?Nella forma attuale, “Con parole mie” esiste da quasi 10 anni. L’idea è quella di saccheggiare la grande letteratura classica, organizzarla per argomenti “antologici” (amore, paura, lavoro, donne…) e vedere l’attualità di questi problemi, per mostrare che i grandi temi della vita sono sempre gli stessi, pur in epoche diverse.. Negli ultimi tre anni ci siamo occupati molto di Storia, e in questo periodo in particolare dell’Alto Medioevo. Da alcuni mesi, inoltre, su suggerimento del direttore Antonio Caprarica, inseriamo puntate sul Novecento. Ma la formula è sempre la stessa, la grande storia che diventa quinta della nostra vita quotidiana.
Ascoltando le sue trasmissioni è quasi palpabile la passione con cui svolge il suo lavoro. Ha scelto anche modalità inedite di rapporto con il pubblico, come la trasmissione in diretta dai teatri, che sono sempre pieni. Come lo spiega? Sono una persona legata allo spettacolo, ho fatto anche la televisione per tanto tempo. Tuttavia, quando anni fa ho pensato ad un contatto diretto con il pubblico, mi dicevano che ero matto. Oggi, se lei va a teatro, vedrà che molti spettacoli sono fatti da una persona e un leggìo. E quante letture pubbliche si fanno oggi in Italia… Io credo che tutto questo un po’ sia nato anche da me. D’altra parte cos’è il teatro, è raccontare la nostra vita con la finzione, una finzione che è più reale della realtà. La vera finzione non ha bisogno di grandi scenografie, ed è per questo che chi sa raccontare riempie i teatri.
Cosa le piace leggere, e cosa sta leggendo in questo momento?Io leggo per lavoro, leggo tutto il giorno, lavoro con i libri, perciò – come succede a tutti quelli come me - la sera per rilassarmi preferisco guardare la televisione. Certamente leggerò in questi giorni “Lezioni d’amore” di Francesco Alberoni, che mi è appena arrivato dall’autore con dedica personale. E per diletto, quando ho voglia di leggere di solito riprendo i classici russi, irlandesi… la grande letteratura classica. Perché una cosa è certa: è stato già detto tutto. Credo che sia una sfida molto difficile per gli scrittori, oggi, pensare di scrivere qualcosa di nuovo. Tra i moderni, un autore per il quale ho una vera passione personale è Ennio Flaiano, che a mio parere è il più grande scrittore italiano dell’ultimo secolo. Essendo un architetto mancato ha, tra le altre cose, una capacità davvero unica di descrizione dei paesaggi. Il libro di Flaiano che consiglio a tutti è “Tempo di uccidere”.
Lina Sini
Umberto Broccoli ha insegnato per tre anni Epigrafia Cristiana Antica Greca e Latina all’Università “La Sapienza” di Roma. È stato direttore del Castello di Giulio II di Ostia e membro del Consiglio Nazionale per i Beni Culturali. Come archeologo medievista, ha successivamente lavorato per la Soprintendenza Archeologica di Roma. Ha pubblicato numerosi saggi e libri con Laterza, Curcio, Le Monnier, Rai Eri, ed ha collaborato con settimanali e quotidiani (La Repubblica, Avvenimenti, Ultime Notizie, TV Sorrisi e Canzoni, Reset, Archeo). Autore e conduttore, ha realizzato per la Rai programmi radiofonici e televisivi (La straordinaria storia d’Italia, Italia. Istruzioni per l’uso, Italia ore 6, Telesogni, Luna Park, L’unaitaliana, Ora sesta, Signori illustrissimi, La scoperta dell’Europa, Questa sera a via Asiago 10, Uno mattina estate, Novecento). Per gli ottant’anni della radio, da gennaio a ottobre 2004, ha scritto e condotto Ottantaradio, in diretta dagli studi Rai della Toscana. Da novembre 2005 a maggio 2006 è andato in onda quotidianamente su Canale 5 nella trasmissione televisiva “Tutte le mattine” con “Amando”, spazio dedicato alla poesia. Dal 2005, insegna “Storia della Radio” e “Principi di scrittura radiofonica” nell’ambito del “Master in Linguaggi, Produzione e Marketing della Radio” presso l’Università degli Studi “La Sapienza”. È attualmente autore e conduttore per Radiouno Rai delle trasmissioni “Con parole mie” e “In Europa” e dal 2000, porta la radio in teatro girando l’Italia da Nord a Sud. Cultura, attualità, intrattenimento e spettacolo, in diretta con il pubblico ad ingresso gratuito.