Il lettore medio probabilmente non sa cos’è un editor. Molti non sanno neanche che dietro ogni libro c’è il paziente lavoro di questa figura professionale. Può spiegare in due parole in che cosa consiste il suo lavoro?Non è semplice spiegarlo, perché questo è uno dei più bei lavori al mondo, ma anche uno dei più complessi. Sintetizzando al massimo, posso dire che un editor, o un direttore editoriale nello stadio più avanzato, quello del mio attuale lavoro, è un organizzatore e un selezionatore di cultura. Ci sono molti autori sulla piazza, buoni e meno buoni: l'editor, in base al suo gusto e alla sua esperienza, li contatta, li sollecita, li tallona, allo scopo di spremere da loro, per così dire, il meglio. Il risultato è quella "cosa" ineffabile e concettualmente infinita che chiamiamo "libro". L'editor, insomma, è una figura mista, metà tramite e metà demiurgo: lavora sulle persone e sulle parole. Non è poco.
Nella sua esperienza personale, quanto contribuisce il lavoro dell'editor al successo di un libro e più in generale di un autore?La risposta si deduce geometricamente da quanto ho detto prima: è la dedizione agli autori che contribuisce, tra l'altro, al loro stesso successo. Tra editor e autore vi è un legame personale e fiduciario molto forte, uno dei pochi che resistano in questo mondo che sembra non conoscere più le leggi non scritte della fiducia. Si tratta di scommettere su qualcuno e su qualcosa, mettendosi in gioco ogni volta. Con grande coraggio e ostinazione.
In un mondo in cui sembra che tutti siano alla ricerca di un palcoscenico, ci può raccontare il piacere di stare dietro le quinte?Chi sta dietro le quinte è, di solito, il burattinaio, l'impresario teatrale. Due buone metafore per definire il lavoro dell'editor. Ma soprattutto c'è un'altra cosa che conta: la ricerca di autenticità e verità. Parole che forse vengono umiliate dalla "società dei consumi", ma che un buon editor tiene presenti, perché la cultura è fatta di lievito, non di briciole.
Lina Sini
Elisabetta Sgarbi, direttore editoriale Bompiani, è un personaggio eclettico. Ha esordito alla regia nel 1999, realizzando nel tempo diversi cortometraggi e un lungometraggio, “Notte senza fine”. Ha ideato, e da sette anni ne è Direttore artistico, la manifestazione “La Milanesiana - Letteratura Musica Cinema”. Collabora al Riformista e a "Style", Magazine de "Il Corriere della Sera".
(1 – continua)