Qual è stato negli anni passati, e qual è oggi, il rapporto tra Einaudi e la città di Torino?Il rapporto tra la casa editrice Einaudi e Torino è sempre stato un rapporto di scambio con le migliori intelligenze della città. Cito per tutti Norberto Bobbio e Gustavo Zagrebelsky. Einaudi si è sempre vista come casa editrice di respiro internazionale, radicata in quella che pensava se stessa come una delle città più importanti in Italia dal punto di vista culturale, se non la più importante. E anche oggi, che Einaudi è sempre più una casa editrice internazionale, con diverse sedi anche in altre città italiane, lavora in grande sintonia con Torino, dove peraltro da qualche anno la vocazione culturale che l’aveva sempre contraddistinta ha ripreso forte impulso.
Cosa pensa del progetto librerie.coop e dell’apertura della prima libreria della catena a Torino?Ho seguito il progetto librerie.coop sin dalle prime battute e trovo che sia una grande impresa, sia dal punto di vista imprenditoriale che da quello culturale. L’apertura di un punto vendita librerie.coop non può che essere un avvenimento assai fecondo per una città come Torino. Ma non solo per Torino. Un progetto culturale come il vostro è un arricchimento per tutte le città, perché al contrario del comune pensare, la libreria non è il punto finale del rapporto con il lettore, ne è il punto iniziale. E ogni libreria.coop in più a disposizione dei lettori è un percorso di lettura in più per ogni persona che ama i libri. Questo vale sia nel caso che la libreria sia situata in un centro commerciale che in un centro storico.
Dal suo punto di vista come vede l’evoluzione del mercato del libro oggi in Italia?Diventeranno sempre più importanti i grandi spazi e le grandi catene, come la vostra. Questo non vuol dire che io auspichi la chiusura delle piccole librerie, che dovranno però reinventarsi e reinterpretare il proprio ruolo. Per quanto riguarda le catene, come librerie.coop, dico solo che la base è il buon libraio. E il buon libraio è quello che non ha solo una libreria, ma anche una biblioteca, cioè dei titoli prediletti e amati che costituiscono il suo terreno culturale di partenza.
Lina Sini
Ernesto Franco è nato a Genova nel 1956. È direttore editoriale della Giulio Einaudi Editore. Ha insegnato presso le Università di Genova e di Siena. Collabora a diversi giornali e riviste ed è autore di saggi sulla cultura ispano-americana, in particolare su Julio Cortazar, Juan Rulfo, Octavio Paz, Jorge Luis Borges, Alvaro Mutis, Mario Vargas Llosa.