Atlante delle guerre nel mondo: per una geografia della pace

Arriva nelle librerie un progetto di informazione dedicato ai molti che non si rendono conto che il Mondo è permanentemente in guerra e che anche l’Italia da almeno quindici anni lo è costantemente. Uno strumento utile, facilmente consultabile, che offre dati e informazioni sul tema della guerra e della pace a chi – studenti, professionisti, persone comuni – ha voglia o bisogno di sapere. L’obiettivo è alimentare la conoscenza “dell’altro” e la cultura della pace. Curato dalla Associazione 46° Parallello ne parliamo con l’ideatore Raffaele Crocco, giornalista RAI  e cofondatore del quotidiano on line Peacereporter.



“Provate a chiedere a chi vi sta intorno se in questo momento siamo in guerra, se l’Italia è un Paese in guerra
,  la risposta comune è che no, non lo siamo. Domandando se il Mondo è in guerra, 9 su 10 otterrete la stessa risposta, magari con il distinguo che sì, da qualche parte, lontano, si combatte, si muore. Pochi si rendono conto che si vive quotidianamente in guerra. Migliaia di nostri soldati, ora, in questo preciso istante, sono schierati su più fronti, nel Mondo, dove si combatte. Sono lì in missione di pace, è vero, ma di fatto loro sono in guerra, cioè sono armati, addestrati, attrezzati per combattere. Questo significa – al di là di ogni posizione ideale – che il Paese, vale a dire ognuno di noi, sopporta spese immense per mantenere uomini, aerei, carri armati, elicotteri nelle condizioni di efficienza indispensabili per salvare la vita – e ci mancherebbe – ai nostri soldati e per portare a termine la missione che è stata loro assegnata. E’ una missione di pace, che crea però una economia di guerra permanente”

Questo il lucido e appassionato avvio del dialogo con l’ideatore dell’ Atlante delle guerre nel mondo, Raffaele Crocco che il 20 novembre insieme ad Ettore Mo e Francesco Cavalli lo presenterà alla Librerie.coop Ambasciatori di Bologna alle ore 18.

“L’idea dell’Atlante è rimasta nel cassetto per anni” - prosegue Crocco -  “da sempre, in tutti gli anni passati ad occuparmi di guerre come giornalista, mi sono chiesto perché nessuno mettesse in fila le cose, cercasse insomma di raccontare quale era lo stato dell’arte in un preciso momento. Così, l’idea si è sviluppata. E’ stata agganciata al formato Atlante nella convinzione che fosse più facile parlare di argomenti tanto duri in modo lineare, semplice, comprensibile,  evitando di diventare un “luogo di analisi”, restando semplicemente un “luogo di informazione”. Attorno al progetto si è raccolto un bel gruppo di professionisti ed è stata fondamentale l’adesione, da subito, dell’Associazione Ilaria Alpi, che ha portato un enorme patrimonio di esperienza, conoscenze e di materiali. Poi si aggregata la provincia di Trento, che ha reso possibile la partenza e ora stanno arrivando altri-  si augura l'ideatore - per poter proseguire perché questo Atlante vuole raccontare, e vorrà continuare a farlo, la realtà. Vuole dire che la  guerra c’è, in troppi posti. Vuole spiegare le ragioni di tutte le guerre in corso, far capire perché ci si combatte e chi interviene. Vuole uscire dal sogno che la pace sia tra noi, senza prendere posizione a favore di qualcuno qualcosa, senza parlare di buoni o cattivi. Per noi dell'Associazione 46°Parallelo che scriviamo questo Atlante, l’unica cattiva è da sempre la guerra.
La nostra associazione è nata a Trento lo scorso anno, per la voglia di affrontare alcuni temi, o forse di agire: si è chiamata Associazione geografica, perché di geografia – intesa come conoscenza dei luoghi, delle persone, delle storie – si parla sempre meno. Si è detta culturale, perché suona bene. Soprattutto, però, l’associazione cerca di usare gli strumenti che ha disposizioni  - legati ai mestieri dei fondatori – per raccogliere fondi da investire in progetti di solidarietà e culturali. Il debutto c’è stato nella scorsa primavera, organizzando a Trento con l’Arci, nelle aule di Sociologia, la mostra “il Giornalismo che non Muore” firmata dall’Ilaria Alpi e partecipando ad una serie di convegni. L’Atlante delle Guerre e dei Conflitti nel Mondo rappresenta il debutto operativo vero, il banco di prova impegnativo. L’idea è di destinare i soldi raccolti con questo primo numero ad un’azione di sostegno alla maternità di India. L’Atlante, con il sito collegato, diventerà una delle azioni. Altre saranno organizzare un convegno – si spera in autunno – sul Rapporto Brandt e lavorare poi su altri progetti" - conclude il giornalista - poichè l’ambizione è diventare, in chiave moderna, una Società geografica, in grado di finanziare progetti, idee, anche avventure, dato che non vogliamo dimenticare di essere donne e uomini e, quindi, non rinunciamo al divertimento".



Raffaele Crocco, nato a Verona nel 1960.Ha lavorato nei Balcani negli anni ’90, in America Latina,in Medio Oriente per Il Corriere della Sera, TriesteOggi, Il Manifesto, Il Gazzettino, Liberazione e per realizzare video. Nel 1998 ha fondato il mensile “Maiz – a Sud dell’Informazione”. Tra il 1998 e il 2002 è stato coautore  e coordinatore del programma Rai “Mille & Una Italia”. Nel 2003 è stato fra i fondatori del quotidiano on line Peacereporter. Ha scritto il libro “Il Che dopo il Che”, edizioni Stella, sul ritrovamento del corpo di Che Guevara in Bolivia. Ha realizzato documentari sui diritti negati all’infanzia, sull’integrazione in Italia e su Auschwitz.  E’ giornalista Rai. Vive a Trento con la moglie Beatrice e una gatta nera
02/11/2009

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