"In ogni singolo libro metto passione e massima cura per ogni aspetto”


Ha iniziato seguendo la pubblicazione de “Il nome della Rosa” di Umberto Eco. Poi, una carriera sfolgorante fino all’incarico di Direttore della divisione libri della RCS. Da due anni ha scelto di passare alla Fandango Libri, piccola ma molto innovativa casa editrice, come direttore editoriale. Rosaria Carpinelli ci racconta il suo percorso professionale, l’amore per il suo lavoro, il perché della decisione di cominciare una nuova fase.

Ci racconta in cosa consiste il suo lavoro?
E' un lavoro di ricerca e di analisi, in primo luogo. Poi, quando si decide di pubblicare un'opera, comincia il lavoro sul testo, la revisione, la correzione delle bozze, la preparazione dei materiali che vanno in stampa, lo studio della copertina. Parallelamente c'è il rapporto con la forza-vendita, la definizione dell'attività promozionale e commerciale. E infine il coordinamento con l'ufficio stampa.

Come ha iniziato e qual è stato il suo percorso professionale?
Ho iniziato dopo l'università e la specializzazione in filosofia della scienza, nel 1978, come redattore alla Bompiani. In quel periodo Umberto Eco, che dirigeva le collane di saggistica e di studi semiotici, stava completando la stesura del Nome della rosa. Seguirne la pubblicazione, in Italia e all'estero, è stata un'esperienza fondamentale e formativa per il mio successivo percorso professionale. Dall'attività redazionale sono passata alla gestione dei diritti italiani ed esteri. Ho lavorato con Tiziano M. Barbieri e sua sorella Donatella alla Frassinelli prima e alla Sperling & Kupfer poi, come direttore editoriale. Sono passata alla Rizzoli, come direttore editoriale e poi direttore della divisione libri della RCS Libri.

Dalla RCS Libri nel 2005 è passata alla Fandango. Da cosa è nata questa sua scelta, e come è cambiato il suo lavoro?
Mi è piaciuto il progetto di una casa editrice all'interno di un gruppo indipendente, la Fandango di Domenico Procacci, che fa cinema e musica, oltre ai libri. E mi piace l'idea che tra i soci della casa editrice ci siano quattro scrittori ( Baricco, Lucarelli, Nesi, Veronesi) e una sceneggiatrice, Laura Paolucci, responsabile dello sviluppo progetti film di Fandango. E' una dimensione di contatto diretto con il prodotto, che trae alimento dai collegamenti tra i diversi settori.

Qual è la linea editoriale della Fandango?
Pochi titoli, molto curati, una linea grafica con i disegni di Gianluigi Toccafondo. Due collane storiche, Mine vaganti e Documenti, e una collana main-stream, Fandango Libri, che può accogliere generi diversi, narrativa, saggistica, poesia, teatro. E poi i fumetti di Andrea Pazienza e di Will Eisner, e i dvd dei documentari accompagnati da volumi di approfondimento.

Quali sono i criteri con cui seleziona o meno i libri da pubblicare, e in che misura l'intervento dell'editor è importante per il successo di un libro?
C'è un comitato editoriale, scambi di idee e proposte dei soci scrittori, segnalazioni dai settori del cinema e della musica. L'editor deve lavorare a ogni libro con passione e seguire con cura ogni aspetto; ma questo non basta a determinare il successo di vendita. E' determinante invece per il profilo e l'identità di una linea.

Che consiglio darebbe a un giovane che volesse intraprendere il lavoro dell'editor?
Leggere molto, anche in lingua originale. Esercitarsi sulle traduzioni ( controllare il testo tradotto con quello originale e lavorare su lingua e stile). Imparare dagli errori propri e altrui.

Riesce ancora e nonostante tutto a leggere per semplice passione un libro che le piace, o il lavoro pervade completamente il suo rapporto con la lettura?
Sì, leggo parecchi libri pubblicati dagli altri editori. Seguo recensioni e stroncature, spesso utili per avvicinarsi a un autore, e ascolto i consigli di lettori amici.

Lina Sini
04/12/2006

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