Come da un libro può nascere un film


Il rapporto tra il cinema e la letteratura visto da Alan Parker, il versatile regista inglese che ha firmato alcuni tra i più grandi successi del cinema dell’ultimo trentennio. Scorrendo la sua filmografia emerge la varietà di generi, soggetti, origine delle storie. Tre dei suoi film (The Committments, Birdy, Le ceneri di Angela) sono tratti da libri.

In quali casi, a suo parere, la letteratura può essere di ispirazione per il cinema? Lei personalmente come sceglie un libro da cui trarre un film?
Non ci sono regole, è istinto, una sensazione che ti prende istantaneamente, nella pancia. Qualche volta si tratta un piccolo libro. E’ il caso per esempio di “The committments”. Un libro minuscolo e poco rilevante, ma mentre lo leggevo ho riso a voce alta, e ho pensato: “ne farò un gran film”. Altri libri, come “Le ceneri di Angela”, sono molto complicati, e in quel caso il problema è condensarli nella forma di un film. In realtà non ci sono regole precise, quando scelgo di realizzare un film da un libro ciò che mi spinge è essenzialmente il mio gusto personale, qualcosa che mi attrae. E ogni volta cerco di fare cose diverse.

Negli ultimi tempi spesso accade che gli scrittori scrivano una storia pensando già alla versione cinematografica. Qual è il suo parere su questo tipo di interventi?
Sono molto sospettoso nei confronti di questi autori e dei libri scritti con queste intenzioni. Perché sono convinto che un libro deve essere scritto per poter vivere di vita propria, nella forma di libro. Poi può sempre nascere il progetto per fare un film, ma deve essere un’idea successiva. Se già dall’inizio il libro è scritto con l’intenzione di fare un film, credo che il libro ne risenta, e non sarà un buon libro.

Il cinema non si vede più solo al cinema, c’è l’home video, Internet sta diventando una nuova frontiera che può fornire un’ampia disponibilità di titoli, si sta sperimentando la distribuzione persino sui telefoni cellulari. Cosa ne pensa?
Personalmente, preferisco che la gente veda i miei film al cinema, è di certo un’esperienza molto più bella e coinvolgente. In seconda istanza, mi va bene la visione a casa propria, per quanto riguarda il cellulare invece… devo dire che la sola idea che qualcuno possa vedere un mio film nello schermo di un videofonino mi riempie di orrore.

C’è attualmente un libro dal quale vorrebbe trarre un film?
In questo momento sto lavorando ad un film basato su uno spettacolo teatrale, quindi non ho un progetto per un film tratto da un libro. Piuttosto, ho appena pubblicato un libro, “The sucker’s kiss” (il libro è uscito nel 2005 in inglese e non è disponibile in edizione italiana, ndr), dal quale un giorno, chissà, mi piacerebbe fare un film.

 
Lina Sini
02/01/2007

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