La cultura diverte se non fa paura


Ha ideato, e da tre anni conduce su RadioDue, “Sumo. Il peso della cultura”, riuscendo a divertire il pubblico pur affrontando argomenti difficili, questioni importanti. Il segreto di Giovanna Zucconi è “scendere e far scendere dal piedistallo, mostrare familiarità, e non timore reverenziale”.

Il dibattito è annoso, antico come la televisione: si riesce a promuovere la lettura utilizzando la televisione, oppure si tratta di due mondi distinti, di due linguaggi impenetrabili?
Posso dare, o tentare, soltanto una risposta empirica. Nonostante sia vecchiotta, e forse ormai in prepensionamento, la televisione non ha forse ancora trovato un modo “televisivo” di parlare di libri. Tentativi ovviamente molti, e diversi, negli ultimi decenni: lo sceneggiato, il salotto culturale, l’affabulazione narrativa, l’intervista, l’uso dei libri nei dibattiti d’attualità. Tutti legittimi, e tutti efficaci, se pensiamo che non esiste “la” televisione, bensì la trasposizione in video di generi diversi, e per pubblici diversi. Francamente, non so neppure che cosa significhi “promuovere la lettura”: riassumere una trama, intervistare gli autori, fare informazione editoriale, ospitare comparsate? Se non altro per civismo, rifiuto l’idea che “la” televisione preveda e permetta soltanto intrattenimento facile, scorciatoie spettacolari, e marchette. Essendo un mezzo, come un’onda nell’etere o un foglio di carta stampata, dovrebbe poter ospitare infinite varianti di linguaggio, dal più popolare all’elitario. Esiste un pubblico ampio, i festival letterari lo dimostrano, che “la” televisione generalista raramente intercetta (non soltanto sul piano dei contenuti, soprattutto su quello della qualità) – però il proliferare dei canali satellitari permetterebbe di dedicarsi al pubblico dei lettori, così come esistono reti per gli appassionati di motociclismo, o di fornelli, o di chirurgia plastica. Ma qui si apre un’altra questione: se considerare la cultura una nicchia, o invece uno sguardo, un modo di affrontare le cose. La televisione educativa è tramontata da decenni, oggi forse più che “promuovere la lettura” serve coltivare la qualità.

La radio come si inserisce in questo dibattito? “Sumo. Il peso della cultura”, programma che lei conduce da circa tre anni su RadioDue (il sabato dalle 18.00 alle 19.30) affronta in modo divertente e con ospiti di grande livello temi importanti di cultura e attualità. Ci spiega il suo segreto?
RadioDue è una rete “giovane”, con musica diversa, pubblico molto numeroso, tempi contratti, dove nulla può essere dato per scontato. Forse il segreto, se c’è un segreto, è questo. Mescolare, scendere e far scendere dal piedistallo, mostrare familiarità e non timore reverenziale per la “Cultura”.

Oggi non è solo la televisione a fare concorrenza alla lettura. I media sono aumentati i e soprattutto i giovanissimi sono travolti da tanti stimoli diversi. E’ giusto insistere con i bambini perché leggano? E ci sono dei “trucchi” per trasmettergli il piacere della lettura?
Provare piacere: i bambini captano, se è autentico contagia se è un’imposizione no. “Insistere perché leggano” credo abbia senso soltanto se non si rinuncia, più in generale, a educare.

Lina Sini

Giovanna Zucconi, giornalista, nel '94 ha condotto in televisione per RaiTre con Alessandro Baricco Pickwick, del leggere e dello scrivere, trasmissione culto dedicata alla letteratura, di cui era anche autrice. Ha diretto la rivista delle Librerie Feltrinelli "Effe". Scrive per "l'Espresso", per "la Stampa" e su RadioDue conduce "Sumo. Il peso della cultura".


 

02/02/2007

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