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Date: Mar 20, 2006
Title: Librerie Coop? Questa è davvero una buona notizia
L’apertura di una catena di librerie da parte della Coop è un avvenimento importante per gli amanti della letteratura. Ecco come la raccontano i vertici del sistema Coop, e Romano Montroni, che ha collaborato al progetto. Con il commento di Marino Sinibaldi conduttore di Fahrenheit e direttore di Radio Tre.
L’apertura di una catena di librerie da parte della Coop è un avvenimento importante per gli amanti della letteratura. L’intento è quello di avvicinare ancora più persone al piacere della lettura, attraverso una serie di punti vendita che nell’assortimento, nell’animazione culturale, nella struttura e nel design degli spazi esprimono i valori etici e sociali di Coop.
“Abbiamo pensato alla libreria Coop come a un nuovo servizio che va incontro alle esigenze dei soci e consumatori” spiega Aldo Soldi, presidente Coop-Ancc (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori-Coop). “La diffusione della cultura è uno dei principi di fondo della cooperazione e il libro non è un prodotto qualsiasi. E’ da questa semplice ma non banale considerazione che siamo partiti. Il nostro progetto ha da subito una caratura nazionale e interesserà le città dove operano le Coop socie della spa, a partire da Bologna, Roma, Napoli, Torino, Genova e Venezia.”
Sono 15 le librerie.coop che apriranno nel prossimo triennio. Potranno essere situate all’interno dei centri commerciali ma anche nelle città con almeno 30mila abitanti. Ciascuna delle librerie.coop potrà contare su un ricco assortimento (35.000-50.000 volumi e 500-600 sigle editoriali, fra cui molti editori indipendenti e locali) e su una ambientazione innovativa. Il format, disegnato insieme all’architetto Paolo Lucchetta di Retail Design che per Coop ha già realizzato i nuovi supermercati, è basato su materiali ecologici, scaffali in legno e metallo uniti al tradizionale “rosso Coop”.
“Le librerie.coop – ha detto Pierluigi Stefanini, presidente di Coop Adriatica, che ha seguito la nascita della start up – vogliono essere non solo un luogo dove si vendono libri con un grande assortimento e un servizio di qualità, ma anche uno spazio a disposizione dei lettori: un polo di aggregazione e crescita culturale per il territorio, capace di promuovere iniziative con gli editori e gli autori locali, con le scuole, il mondo dell’associazionismo, con chi produce e fa cultura”.
Sul significato dell’ingresso di Coop nel mondo librario bolognese si sofferma anche Romano Montroni: “Librerie.coop costituisce uno stimolo ulteriore per invogliare la gente a consumare libri; sarebbe già un passo avanti verso la lettura. In più le librerie Coop saranno un luogo di attività culturali, di frequentazione e curiosità per riempirsi l’anima e la testa. A Ravenna prima, e ora a Bologna, la Coop per la prima volta inserisce in un centro commerciale una libreria vera, con la L maiuscola, e con un assortimento straordinario, unico in Italia. Non per niente la sfida intrapresa dalle Coop riscuote un generale apprezzamento: sia i consumatori di libri che i soci Coop in una vera libreria, con settori distinti, trovano risposta ad ogni interesse”.
E l’imminente varo delle prime librerie a insegna Coop è accolto con slancio da Marino Sinibaldi, vicedirettore di Radio Rai Tre, conduttore di trasmissioni culturali radiofoniche di alta qualità come Fahrenheit. “Librerie Coop? Questa è davvero una buona notizia. Più librerie si aprono, anche nei luoghi della grande distribuzione, più si cerca di favorire la lettura, meglio è”.. “Opportuna e molto apprezzabile – aggiunge – è poi la scelta di riservare ampio spazio all’editoria indipendente. In un Paese dove il vero problema è la separazione tra i luoghi del libro e i lettori, il fatto che il libro sia stato percepito come una cosa estranea perché troppo alta, troppo nobile e lontana, iniziative così sono benvenute. Auguro a Coop di operare perché, come nelle piccole librerie, non si perda il rapporto personale, diretto, tra il libro, il lettore, il libraio. Sono poi curioso di vedere come Coop saprà conciliare il necessario ampliamento del pubblico del libro col fatto che esso implica sempre un rapporto individuale”. Sinibaldi, che ha preso parte nel 2005 a Venezia alla maratona di lettura organizzata da Coop Adriatica “Ad alta voce”, è un convinto sostenitore della necessità di promuovere la diffusione dei libri: “L’editoria italiana – sottolinea – altrimenti in salute, soffre da anni dell’assenza totale di una politica, di una attenzione verso il libro”.